Omar Al Shogre: storia dall’inferno

Giornalismo Sociale

Omar aveva 15 anni quando è stato torturato per la prima volta.
Gli hanno strappato le unghie delle mani per fargli confessare di essere un terrorista.

Era solo un ragazzino che manifestava per una Siria democratica.

A 17 anni è stato arrestato per tre anni, e detenuto nelle peggiori prigioni del regime siriano.

Ha subito le torture più inimmaginabili.

Sessioni quotidiane di 4 ore di torture con elettrodi, percosse, abusi, bruciature, privazione di cibo e violenze psicologiche continue.

Per anni è sopravvissuto in uno spazio di 40 cm quadrati.

Sempre in piedi.
Per sedersi dovevano fare a turno.

Ha assistito a stupri, anche di bambini, esecuzioni, pestaggi violenti.

Nelle sue braccia sono morti amici e cugini.

Lui stesso è stato sepolto vivo, e ha subito una finta esecuzione.

In prigione gli era stato assegnato il ruolo di numerare i cadaveri.
Ne ha contati 8.000.

Omar è sopravvissuto a questo inferno e dopo un lungo viaggio ha trovato asilo in Svezia.

Oggi ha 25 anni e gira il mondo per raccontare gli orrori di centinaia di migliaia di persone vittime di tortura nelle prigioni di Assad.

Omar è un guerriero che ha trasformato l’oscurità in luce, e chiede solo di essere aiutato a diffondere il suo messaggio.