Pippo Inzaghi re del Benevento

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Chi ha vissuto sa che al mondo non esiste niente di assoluto, ogni giorno scopriamo nuove esperienze e questo rappresenta il bello del vivere, l’imponderabilità della nostra esistenza.
Sepulveda diceva che la vita è come un pianoforte, è fatta di tasti bianchi e neri, di momenti belli e brutti, che suonati insieme sono capaci di generare una musica meravigliosa.
Oggi dobbiamo applaudire Filippo Inzaghi, un allenatore che a Bologna non vogliamo più vedere nemmeno in cartolina, ma che a Benevento è diventato un eroe, raggiungendo traguardi impensabili alla vigilia, eguagliando record apparentemente impossibili da raggiungere.
La relatività, l’importanza delle diverse condizioni, una forte dose di autostima, il progetto di una società ambiziosa, in grado di allestire un organico molto competitivo per la categoria cadetta, hanno consentito a Pippo Inzaghi di prendersi una bella rivincita a Benevento, dopo il clamoroso fallimento di Bologna.
Non ho alcun rimpianto, credo che a Bologna nessuno ne debba avere, per l’ex centravanti del Milan e della nazionale, ma l’esperienza vissuta dal tecnico del Benevento dimostra che è sempre difficile catalogare persone e situazioni con valori assoluti.
Le condizioni cambiano e a tutti, prima o poi, è concessa una possibile prova d’appello.

Oggi a Benevento Inzaghi è considerato un eroe, un tecnico insuperabile, mentre a Bologna era ritenuto da molti un incapace, dopo dichiarazioni roboanti e ambiziose, di eterno amore per la nostra società e per la nostra storia.
Con ventitre vittorie, sette pareggi e solo una sconfitta è stato capace di realizzare quanto nemmeno la Juventus era stata in grado di fare, eguagliando ciò che fece l’Ascoli di Antonio Renna quarantadue anni fa.
I video del dopo partita ci consegnano un Inzaghi comprensibilmente scatenato negli spogliatoi, dopo aver battuto la Juve Stabia per uno a zero, e aver conquistato, a sette giornate dalla fine, la matematica promozione, sapendo che il prossimo anno incontrerà un’altra Juve.
Non deve essere stato facile per lui, un uomo abituato da sempre alle vittorie, vivere mesi difficili a Bologna, quando aveva probabilmente perso il controllo della squadra e dimostrava di non comprendere le dinamiche di un gruppo che anche lui aveva concorso a costruire.
“Abbiamo fatto qualcosa di epico, di unico. Non avrei mai immaginato di scrivere la storia della Serie B. Complimenti a tutti: dalla squadra, al presidente al ds, a chi ha lavorato per questa impresa. Vigorito mi aveva chiamato due anni fa, ma attendevo un’altra offerta. Però gli avevo promesso che sarei venuto per vincere il campionato: sono stato di parola. Il mio merito è stato quello di averci creduto e aver caricato questa meravigliosa squadra.”
Oggi ci sta tutto, Inzaghi può permettersi di “sbocciare”, per la gente di Benevento è un eroe, dopo essere stato considerato un incapace dai bolognesi.
Forse la verità sta nel mezzo, la sua storia, come tante altre, ci dimostra che non c’è mai niente di assoluto, la vita ci insegna che è tutto relativo.

Fonte: Claudio Baratta