Quando il gioco si fa duro

Bologna FC, Sport

Sinisa non è stato leggero, come al solito l’ha appoggiata pesante, senza pensare a diplomazia e a doppi giri, ma è difficile sostenere che le sue parole siano state il frutto di uno sfogo estemporaneo.

Parlando dei giovani talenti ha detto quanto un po’ tutti pensiamo, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di dire compiutamente, per non rischiare di essere tacciati come disfattisti, mai goduti, catastrofisti e anti saputiani.

Ormai pare chiaro che degli investimenti fatti sui giovani talenti, ad oggi, solo un cinquanta per cento pare azzeccato, mi riferisco in primo luogo a Tomiyasu, a Barrow, a Schouten, a Juwara, per quel pò che si è visto, in parte a Dominguez, anche se io da un giocatore come lui pretendo di più, mentre Skov Olsen, Svamberg, Corbo e Denswil, che più giovanissimo non è, hanno lasciato più di qualche dubbio, anche se hanno avuto tempi di utilizzo molto diversi tra di loro.

Poi comincia ad esistere il problema di Sansone, un giocatore che da molte partite è l’ombra di quello che aveva contribuito in modo importante alla salvezza della scorsa stagione e si ripetono le prestazioni sotto tono di Orsolini, un giovane che pareva il nostro fiore all’occhiello, che ha risolto diverse partite, ma che oggi non convince più, tanto che, dopo molto tempo, contro il Napoli pare che non partirà titolare.

A mio modo di vedere siamo comunque dentro le regole del gioco, anche se chi per ora ha deluso, non riuscisse a riprendersi, in quanto è praticamente impossibile azzeccare tutti gli acquisti, poi rimane l’incognita Vignato, che dal prossimo anno si aggregherà al gruppo, anche se va detto che in serie B, nel Chievo, non è mai riuscito a fare la differenza.

Pare chiaro che Sinisa con le sue esternazioni ha voluto lanciare un messaggio alla società, oltre che ai suoi giocatori, che in queste ultime partite dovranno convincere lo staff tecnico nell’idea di continuare a credere in loro, ma che probabilmente non saranno sufficienti, per arrivare agli obiettivi che l’ambizioso Sinisa si pone, che l’hanno convinto a rimanere a Bologna.

Detto che Mattia Bani, che più giovane non è, ha rappresentato una sorpresa positiva, essendo stato preso come rincalzo ed avendo giocato tanto, facendo anche quattro gol, che hanno portato punti importanti e che Dijks, si sta lentamente riprendendo, dopo il lungo stop per infortunio, pare evidente che i primi rinforzi debbano arrivare in difesa, dopo un’infilata di ventisette partite in cui prendiamo sempre gol.

Un centrale d’esperienza, se non due, pare indispensabile, così come un laterale di destra, personalmente io darei un’altra chance a Calabresi, uno dei giovani che due stagioni fa avevano meravigliato.

Poi ci vorrebbe un centrocampista alla Pirlo, o alla Tonali, uno che sappia iniziare l’azione, che consenta di evitare di ripartire con i piedi poco preziosi dei difensori, colui che non può essere Medel, anche se il mastino cileno va confermato per quello che garantisce in interdizione, un giocatore che potrebbe anche essere Vignato, o lo stesso Dominguez, anche se è difficile chiedere la personalità necessaria a ragazzi della loro età, non abituati a quel ruolo.

Per ultimo si tratterebbe d’investire in una prima punta, in grado di garantire la doppia cifra, come Sinisa ha fatto intendere, ritenendo Barrow per il momento non una prima punta.

Rimane il problema portiere, se vogliamo ritenerlo tale, che potrebbe essere risolto oggi, quando Skorupski ha ancora comunque un mercato, essendo capaci di pescare una promessa, magari in serie B, un giocatore che possa essere un nuovo Cranio, che oggi ha quotazioni inarrivabili per il Bologna, o magari puntando sul rilancio di elementi come Perin o Meret.

Fonte: Claudio Baratta