E poi parla lui e rimette tutto a posto

Bologna FC, Sport

«Siamo alla fine di una stagione che nemmeno i Maya avrebbero potuto prevedere. Il Conte di Cagliostro sarebbe impallidito, parlo del lockdown ma anche di Sinisa che ora c’è ma non c’è stato tanto tempo. Quindi: 4 pere a Firenze cancellano un bel niente perché è stata una stagione straordinaria, anche se quelle 32 gare di fila non si giustificano e non succederà più. Problema portiere? Che ci sia una tentazione di puntare su un Reina, quindi su un piedi che avviano dolcemente azione l’ammetto, poi ripensi a Lukasz dentro i 7 metri della porta e allora non ci pensi più, anche se deve migliorare. La nostra Europa è quella di finire la stagione con Sinisa in panchina, e cosi è: l’Europa oggi è solo slogan e non vogliamo tirarlo fuori. Noi vogliamo essere qualcosa di duraturo e non effimero, un laboratorio permanente nel modo di dire, fare e pensare. Bologna è una regola, oggi è sempre: il testo di Carboni, eccellenza bolognese, è la perfetta sintesi. Cos’abbiamo detto alla squadra dopo Firenze? Io e Bigon assieme: “Ragazzi, dovete vivere con l’ambizione, pure in vacanza: dovete arrivare a non sopportare che qualcuno faccia più punti di voi”. Tecnicamente parlando questa squadra, nonostante i Maya, ha avuto picchi di rendimento super. I bassi visti nel calcio post-Covid non li contemplo: è Subbuteo. Sono ottimista sulla squadra, che ha un allenatore potente: una guida che per mesi non sapevi se ci sarebbe stata il giorno dopo. C’è complicità con Sinisa, nata anche sotto il profilo.. sanitario. A volte ci rammarichiamo di non esserci conosciuti prima. Quale sposo tra tutte le ultime esternazioni? Tutte, non parla come un politico. Il mio rinnovo? Si, il foglio è di là, fatto. Che mercato sarà? Correttivo delle carenze, perché ci sono negatività correggibili. Quanto a Saputo: ha creato due club con eguale dignità, ha valori straordinari, ha perso molti soldi e non si è sentito un lamento, è un top. Non voglio ingannare nessuno: il Bologna non passerà mai da calciomercato per essere grande ma tramite un modo di essere e pensare. Una regola: duratura. Occhio: con questo non dico che il Bologna farà solo giocare i giovani per arrivare 15°. Noi vogliamo essere attori, non spettatori, essere una narrazione che duri. Mi sono fatto sentire poco? Era la cosa giusta da fare, per rispetto e perché non ho bisogno di farmi vedere in giro, di essere invadente. Quando mi chiedono il colpo alla Sabatini? Rispondo che è una cazzata che va accantonata. De Silvestri? Si tratta di una possibilità, ha esordito con me nella Lazio, ragazzo di totale affidamento. Kolarov? No. Lyanco è possibile? Lyanco è lui solo con Sinisa: dovrebbe capirlo e volerlo fortemente. Colley o Soumaouro? No. Denswil? Non va via. Santander? Dobbiamo trovare una situazione in cui si metta una maglia per giocare. Se lui vole: noi non cacciamo nessuno. Arriva un Okaka o un Eder? Un Palacio con meno anni. Eder? Ottimo ma non verrà. Skov Olsen, Svanberg e Baldursson? Non andranno via in prestito. Tomiyasu e Orsolini? Non si toccano, per il primo è arrivata un’offerta dall’Italia di oltre 20 milioni di euro, non da parte della Roma: è poco, fra l’altro. Barrow quando tocca palla è ristoro dell’anima. A Firenze, Joe Barone mi fa vedere un messaggio al cellulare del figlio: “Te l’avevo detto che quel Dominguez è buono”. Bologna è ancora la mia bolla di felicità, consapevole e straordinaria, protettiva. E io ho bisogno di essere protetto»

Fonte: Gazzetta dello Sport